V. Van Gogh
Franco Battiato
Fu dipinta da Van Gogh mentre era ricoverato nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy. Essendo confinato e impossibilitato a uscire, dipingeva traendo ispirazione da altre immagini. È la sua "traduzione a colori" di una stampa in bianco e nero del pittore Eugène Delacroix. Van Gogh usò i suoi colori intensi (i contrasti tra blu e giallo) e le sue pennellate vorticose per dare un'incredibile energia all'azione del soccorso. Dipingere quest'opera sul tema dell'aiuto fu per lui una forma di auto-cura e di conforto in un momento di estrema fragilità mentale.
Prima di dedicarsi all'arte, Vincent lavorò come predicatore laico tra i minatori poverissimi del Belgio. L'empatia per chi fatica, per i poveri e gli emarginati era radicata in lui fin da giovane. Van Gogh soffrì terribilmente di solitudine e crisi psichiatriche. Conosceva bene cosa significasse aver bisogno di cura. La sua ancora di salvezza fu il fratello minore Theo, che lo mantenne economicamente, gli scrisse centinaia di lettere e non lo abbandonò mai, permettendogli di dipingere. Nonostante una vita tormentata (vendette un solo quadro mentre era in vita), ha saputo trasformare il proprio dolore in luce e colore, lasciando un'eredità di pura bellezza.
Commento
In questo dipinto la cura non è un bel sentimento astratto, ma pura azione e fatica.
Se guardate bene, l'attenzione dell'opera non è sulle ferite, ma sullo sforzo fisico del Samaritano che solleva l'uomo per caricarlo a cavallo. I suoi muscoli sono in tensione, fa fatica, lo sta letteralmente prendendo in braccio.
Sullo sfondo, lontane e rimpicciolite, ci sono due figure che se ne vanno: sono quelli che hanno visto e hanno tirato dritto. Il quadro ci mette davanti a una scelta chiara: possiamo essere le sagome sbiadite che si voltano dall'altra parte, oppure possiamo essere in primo piano, a "sporcarci le mani" per sostenere chi è caduto, dimostrando con i fatti cosa significa dire: "Conta su di me".